Tram deragliato a Milano, l’autista non risponde ai pm: “Ancora sotto choc”

Il Fatto QuotidianoLeft-wingItaly✍️ Redazione Giustizia🗓 16 marzo 2026269 paroleit

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Non ha risposto alle domande dei pubblici ministeri il dipendente di Atm che era alla guida del tram 9 deragliato e poi finito contro un palazzo, in via Vittorio Veneto a Milano , lo scorso 27 febbraio. Il tramviere , accusato di disastro ferroviario e omicidi o e lesioni colpose, è stato convocato dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara ma si è avvalso della facoltà di non rispondere . “Non è ancora in condizioni , è sotto choc”, ha spiegato l’avvocato Mirko Mazzali che lo assiste insieme al collega Benedetto Tusa . Nello schianto sono morte due persone, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky , e una cinquantina di passeggeri sono rimasti feriti . L’uomo ha sempre dichiarato, fin dal giorno stesso dell’ incidente , di aver perso il controllo del mezzo per un malore improvviso , ovvero una sincope vasovagale dovuta a un trauma all’alluce del piede sinistro che si sarebbe provocato mentre, a inizio turno, aveva aiutato a salire a bordo un disabile in carrozzina. Una versione su cui gli inquirenti e gli investigatori hanno dubbi . Per ricostruire la dinamica , e accertare se si sia trattato di un errore umano o un guasto tecnico , oltre a una consulenza cinematica , sarà molto importante l’esame della scatola nera , eventualmente allargando il campo degli indagati, tra i responsabili della sicurezza , a garanzia per tutte le analisi da svolgere con la presenza di consulenti. Invece è già stata effettuata la copia forense del cellulare dell’indagato. L'articolo Tram deragliato a Milano, l’autista non risponde ai pm: “Ancora sotto choc” proviene da Il Fatto Quotidiano .
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