Temu e Shein nel mirino: nuova tassa, ecco perché i pacchi costeranno 5 euro in più

PanoramaRight-wingItaly✍️ Cristina Colli🗓 14 marzo 2026453 paroleit
Sintesi

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha rinviato l'entrata in vigore di una tassa di 2 euro sulle spedizioni internazionali di valore inferiore a 150 euro, introdotta come misura anti-Temu e anti-Shein. La nuova tassa europea prevista dal 1 luglio 2026 potrebbe raddoppiare il costo per i consumatori italiani, arrivando fino a 5 euro per pacco.

Punti chiave

  • Rinvio della tassa anti-Temu e anti-Shein
  • Nuova tassa europea prevista dal 1 luglio 2026
  • Costo totale potrebbe arrivare fino a 5 euro per pacco
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Articolo

Temu e Shein nel mirino: nuova tassa, ecco perché i pacchi costeranno 5 euro in più La tassa sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea slitta di qualche mese, ma rischia di raddoppiare per i consumatori italiani. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha rinviato al 30 giugno 2026 l’entrata in vigore del contributo da 2 euro sulle spedizioni di valore inferiore a 150 euro . Una misura, che l’Italia aveva introdotto in anticipo rispetto alla futura tassa europea da 3 euro sui piccoli pacchi extra-Ue , prevista dal 1 luglio 2026 . Ed è proprio questo il nodo: se le due imposte dovessero sommarsi, il costo complessivo potrebbe arrivare fino a 5 euro per spedizione , con un aumento sensibile per chi acquista online da piattaforme internazionali. Perché la tassa sui piccoli pacchi è stata rinviata La misura italiana era stata introdotta con la Legge di Bilancio 2026 e prevedeva un contributo di 2 euro per tutte le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue . L’obiettivo era duplice: da un lato coprire i costi amministrativi delle operazioni doganali , dall’altro ridurre il vantaggio competitivo delle piattaforme di eCommerce low cost , spesso provenienti dalla Cina, come Temu e Shein . Il Ministero dell’Economia ha però annunciato il rinvio dell’applicazione al 30 giugno . La motivazione ufficiale è tecnica: serve più tempo per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli , che dovranno gestire il nuovo contributo sulle spedizioni internazionali. Il rischio di una doppia tassa: fino a 5 euro per pacco Il rinvio della cosiddetta “misura anti-Temu e anti-Shein” ha però anche un effetto politico ed economico rilevante: sposta l’entrata in vigore della tassa italiana proprio a ridosso della nuova imposta europea prevista per luglio 2026 . Dal 1 luglio , infatti, l’Unione europea introdurrà una tassa di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue . Se il contributo italiano da 2 euro restasse in vigore senza modifiche, il risultato sarebbe una tassazione complessiva di 5 euro per spedizione . Il Codacons ha già chiesto chiarimenti al governo. Secondo l’associazione dei consumatori, il rischio, se la tassa italiana non sarà assorbita da quella europea , è una nuova stangata per gli acquirenti online , soprattutto per chi compra prodotti a basso costo su piattaforme internazionali. C’è inoltre un ulteriore elemento da considerare: la tassa europea si applicherà per categoria merceologica contenuta nel pacco . Questo significa che una spedizione con prodotti diversi potrebbe essere tassata più volte. Per fare un esempio: se un pacco contiene capi di abbigliamento appartenenti a categorie differenti , l’imposta potrebbe essere applicata a ognuna di esse, facendo crescere ulteriormente il costo finale dell’ordine .

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