Venezia, Fratelli d'Italia arruola l'intellettuale Stefano Zecchi: «Il caso Fenice è stato gestito male»

Corriere.itLiberal-conservativeItaly🗓 14 marzo 2026449 paroleit
Elezioni comunali Venezia, FdI punta sulla cultura e su mister preferenze. Zecchi: Venezi gestita male
Elezioni comunali Venezia, FdI punta sulla cultura e su mister preferenze. Zecchi: Venezi gestita male
Sintesi

Fratelli d'Italia arruola Stefano Zecchi, intellettuale e consigliere a lungo corso nel Comune di Venezia. Zecchi sosterrà la candidatura a sindaco di Simone Venturini (centrodestra). Ha costruito un rapporto con il primo cittadino Brugnaro ma ha criticato la gestione del caso Fenice e della Biennale.

Punti chiave

  • Arruolamento di Stefano Zecchi da parte dei Fratelli d'Italia
  • Candidatura a sindaco di Simone Venturini
  • Critica alla gestione del caso Fenice e della Biennale
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Articolo

Venezia, Fratelli d'Italia arruola l'intellettuale Stefano Zecchi: «Il caso Fenice è stato gestito male» Stefano Zecchi a 81 anni siede da diverso tempo in consiglio comunale: nel passaggio ai FdI ricostruisce i rapporti con il primo cittadino Brugnaro. Ora sosterrà la candidatura a sindaco di Simone Venturini (centrodestra) «Mi ero candidato all’opposizione di Brugnaro. Ma quando ho visto che il Casinò invece di essere venduto era risanato, che al buco del Lido era stato rimediato, ho cominciato a votare il bilancio dell’amministrazione. E a quel punto, il sindaco Brugnaro mi chiede: ma se voti con noi, perché non passi in maggioranza? E io: cosa ci guadagno? Risposta: ti faccio delegato alla cultura. Sapete con quella delega cosa sono riuscito a fare? Niente», sillaba. Stefano Zecchi, docente di Estetica, intellettuale e consigliere di lungo corso nel Comune di Venezia è uno dei nuovi politici di punta di Fratelli d’Italia, da venerdì ufficialmente nel gruppo consiliare insieme ad Alessandro Scarpa Marta, campione di voti nelle isole. La presentazione di Speranzon Raffaele Speranzon, senatore e plenipotenziario politico, li ha presentati venerdì a Mestre. Zecchi ad 81 anni prende la scena perché è sua e perché è lì per quello. E racconta del rapporto costruito con Brugnaro. «Il Padiglione Venezia alla Biennale? Mi dice che si fa quello che vuole lui. Ne venne fuori una cosa inguardabile — racconta —. Gli piace la poesia, suo padre era un poeta. Gli propongo un festival: invitiamo Patti Smith. Non ci sono soldi, mi risponde. Niente Festival». Se qualcuno pensava di annettere Zecchi alla maggioranza di centrodestra come se fosse uno qualsiasi, ha dovuto ricredersi. La coalizione Fratelli d’Italia staglia la sua alterità e la sua identità nella coalizione che sostiene il candidato a sindaco Simone Venturini anche grazie alle due nuove entrate nel gruppo comunale. Due profili diversi, due missioni differenti. «Conosco Alessandro da 16 anni: rappresenta la necessità di ascolto che si trasforma in azione in città», spiega. Scarpa Marta muove una valanga i voti. «Sono orgoglioso di essere entrato in Fdi. Dopo tre legislature sento di dover dare il mio contributo per portare avanti le istanze dei cittadini», dice. Zecchi? «Pone Venezia nel luogo precipuo dello scenario internazionale». E sono amici: «Ha sposato mia sorella oltre 20 anni fa», sorride. E colloca FdI nel luogo ambito della supremazia culturale: «Un onore per me dire che ci arricchiamo della sua presenza, del suo valore come figura di rilievo nazionale e internazionale», annuisce Speranzon. Il ministro Giuli, Buttafuoco alla Biennale, il soprintendente alla Fenice Colabianchi: la supremazia nuova ha mostrine. Eppure c’è stallo su Venezi. «La questione è stata gestita male — stigmatizza Zecchi —. Non ci si mette mai contro l’orchestra. Ci vuole dialogo».

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